ALPI GIULIE - SENTIERI, RIFUGI E OPERE ALPINE C.A.I. FVG

Vai ai contenuti

Menu principale:

COMMISSIONE GIULIO CARNICA
ALPI GIULIE
660
SENTIERO
MARCO MARTINOLLI

SENTIERI, RIFUGI e OPERE ALPINE
SINTESI DEL PERCORSO
Val Saisera – spalla Nabois
PUNTO DI PARTENZA
Val Saisera (q. 850 m)
PUNTO DI ARRIVO
spalla Nabois (q. 1736 m)
DISLIVELLO IN SALITA886 m
LUNGHEZZA2 km
PUNTI DI APPOGGIO
nessuno
DESCRIZIONE DEL PERCORSO:  
Raggiunto il parcheggio incustodito per il rif. Pellarini in Val Saisera, a q 850 m, si segue dapprima la strada attraversando su un ponte in cemento il torrente omonimo. Lasciata sulla sx la pista forestale per il Monte Lussari, si prosegue costeggiando le ghiaie fino a imboccare la forestale (sent. n. 616) per il rif. Pellarini. Dapprima in lieve salita, poi, dopo aver superato un tratto ripido ed alcuni tornanti, a quota 1030 m, una tabella, sulla dx, indica il “Sentiero Marco Martinolli”.
Si percorre, in piano e in leggera discesa, una mulattiera inerbata, si attraversa il greto del rio Zapraha salendo per terreno sconnesso (tracce di passaggio di grossi trattori) fino a un grande masso. Da questo momento il percorso si fa molto ripido. Si sale direttamente in un bel bosco di faggi e si raggiunge il canalone detritico che scende dalla sella a sud del Piccolo Nabois. Lo si segue per breve tratto, poi, a q 1200 m circa, lo si attraversa continuando l’aspra salita su evidente sentiero fino a raggiungere una paretina rocciosa. Tralasciata una traccia a sinistra, si procede decisamente a destra ritornando nel bosco e con numerosi tornanti si arriva, dopo un brevissimo tratto in piano, alla sella posta sul lato meridionale del Piccolo Nabois (1535 m).
Si apre un bel panorama verso il Jôf di Somdogna e la Sella Somdogna, sullo sfondo appaiono il monte Schenone, i Due Pizzi e il monte Piper, in basso si estende la Val Saisera.
A questo punto un delicato passaggio in traversata di un paio di metri su terreno franoso e ripido permette la prosecuzione del sentiero su zolle erbose e canali detritici. Seguendo la segnaletica, si sale faticosamente fin sotto le rocce. Per terreno ripido, infine, si arriva alla spalla di q 1736, dove ha termine il percorso.
TEMPI DI PERCORRENZA: 
3h
(parcheggio - inizio sentiero 45min, inizio sentiero - sella Piccolo Nabois 1h 30min, sella Piccolo Nabois - spalla Nabois 45min)
PARTICOLARITA'
  
Il sentiero risulta molto faticoso tanto in salita quanto in discesa ed è adatto ad alpinisti esperti ed allenati. Periodo consigliato: tarda primavera - ottobre
Sono presenti postazioni militari austro-ungariche con tracce di trincee e la presenza di due caverne (abbondante acqua sul fondo), di cui una adibita a trasmissioni telegrafiche per i collegamenti con il fondovalle. Da qui tra i fitti mughi si può osservare un interessante panorama a 180° che si estende dalle pareti settentrionali del Montasio al Jôf di Somdogna, alla costiera Jôf di Dogna-Monte Piper-Jôf di Miezegnot, al Monte Lussari e alla Cima del Cacciatore, mentre il restante è occupato dall’incombente parete settentrionale del Grande Nabois solcata da varie vie, tra cui quella classica aperta il 2 settembre 1905 da G. Bolaffio e A. Oitzinger e percorsa un secolo dopo da M. Martinolli, C. Marsi, F. Marsi e W. Moschnitz il cui attacco è raggiungibile scendendo una trentina di metri nel circo sottostante e risalendo un costone erboso con radi mughi e facili rocce gradinate. Da qui 500 m di solida roccia (passi di 2° grado) separano gli alpinisti dalla vetta del Grande Nabois (2313 m).

Torna ai contenuti | Torna al menu